5 dolci regionali per festeggiare la Festa dei Morti

La festa dei Morti è ancora molto sentita sia in Italia che in altre parti del mondo. E’ un momento per riunirsi con la famiglia e ricordare con affetto chi non c’è più. Come per tutte le tradizioni italiane, in ogni regione ci sono dei dolci tipici da preparare in questa ricorrenza. Vediamone insieme alcuni.

La Colva (Grano dei morti)

Nella tradizione pugliese, la festa dei Morti si celebra con un dolce particolare a base di grano bollito e vin cotto: la Colva. Si pensa che questa ricetta possa essere il frutto dell’influenza greca sulla regione: nell’antica Grecia, infatti, il grano era associato alla dea della terra Demetra e, nell’attuale cultura ortodossa, viene associato alla resurrezione. E’ un dolce facile e veloce da realizzare: la preparazione e la cottura richiedono complessivamente poco più di un’ora.

                                                          Il Grano dei Morti

O’ Morticiello

O’ Morticiello è un dolce tipico napoletano che, in questo periodo, potete trovare in ogni bar o pasticceria partenopea. E’ un torrone a base di cioccolato e nocciole. Al contrario del torrone classico non è morbido e non viene impastato col miele: l’esterno è di cioccolato fondente e il ripieno viene realizzato con vari tipi di cioccolato, crema alle nocciole e nocciole intere. Questo dolce viene servito a fette, le quali, in questo periodo dell’anno, possono facilmente ricordare delle bare – da qui, il nome “O’ Morticiello”

Le Fave dei Morti

Questo è probabilmente uno dei dolci più famosi fra quelli legati a questa ricorrenza. Si pensa che questo dolce sia nato nelle cucine del Centro Italia per poi diffondersi in molte altre regioni italiane. Sebbene la ricetta moderna non le includa, probabilmente il dolce originale era a base di fave.

Perché si chiamano “Fave dei Morti”?

Già nell’antichità, per le culture mediterranee e per quella romana le fave erano il legume associato alle anime dei morti e all’aldilà. In epoca precristiana c’erano già molti rituali che prevedevano la masticazione o la cottura di fave secche. Questo legame fra le fave e i defunti è sopravvissuto (lo so, sono una brutta persona) all’avvento del Cristianesimo ed ha continuato ad essere percepito dalle popolazioni dell’Italia centrale fino ai giorni nostri.

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‘nZuddi

Ci spostiamo in Sicilia per una specialità nata nel convento delle Suore Vincenziane di Catania, che ora possiamo trovare su tutte le tavole catanesi. Gli ‘nZuddi (Vincenzi) sono biscotti a base di mandorle, farina, miele e cannella, che possono essere aromatizzati con l’arancia. Hanno una consistenza un po’ gommosa e sono diffusi anche a Messina, dove vengono preparati anche per la festa patronale della Madonna della Lettera.

Pan dei Morti

Dalla Sicilia, ripercorriamo tutta l’Italia per arrivare a Milano. Il Pan dei Morti è presente nelle cucine milanesi già dal 1400. Si dice che la prima versione di questo dolce fu inventata nell’antica Grecia e che fosse realizzata con acqua, farina e uva passa. Questo dolce sobrio e povero, di origini antichissime, oggi viene fatto con biscotti, zucchero e spezie e viene spesso accompagnato col vin santo.

E voi, come festeggiate il 2 Novembre nella vostra zona? Fatecelo sapere nei commenti!